Lettera aperta alla SI.GE.RI.CO. SpA, società in house del Comune di Siena, alla quale sono stati affidati i servizi del Complesso museale di Santa Maria della Scala di Siena.

AIEM – Associazione italiana educatori museali si associa alle istituzioni che hanno già espresso preoccupazione e sconcerto per il bando pubblicato da SI.GE.RI.CO. SpA, società in house del Comune di Siena, alla quale sono stati affidati i servizi del Complesso museale di Santa Maria della Scala di Siena.

Tra le figure ricercate compaiono infatti anche tre “addetti alla didattica museale”, per i quali è richiesto il possesso del titolo di studio di istruzione secondaria di primo grado.  A tal proposito, AIEM ha inviato una comunicazione alla società e al Comune di Siena, ponendo alcune riflessioni etiche, nonché ribadendo la propria posizione in merito. Di seguito il testo della lettera:

Gentilissima Ing. Bonifazi,

a scriverle è il Consiglio Direttivo di AIEM – Associazione Italiana Educatori Museali, la prima associazione di educatori museali sul territorio nazionale nata con l’obiettivo di portare all’attenzione pubblica la professione dell’educatore museale, una figura che richiede studio e formazione continui ma non valorizzata dal punto di vista economico né contrattuale. 

Abbiamo letto il “Bando di selezione pubblica per titoli ed esami per la formazione di una graduatoria utile alla copertura di n. 20 posti di addetto per l’assistenza al pubblico e la vigilanza, n.3 addetti alla didattica museale, n. 1 addetto alla biblioteca e n. 2 addetti alla pulizia”, in scadenza il prossimo 20 gennaio e non potevamo non scriverle per ragioni sia etiche che di posizione dell’associazione stessa. 

Le figure ricercate attraverso il bando sono diverse e tra queste figurano tre addetti alla didattica museale, per i quali è richiesto che possiedano il titolo di studio di istruzione secondaria di primo grado. 

A questo proposito abbiamo alcune considerazioni da portare alla sua attenzione:

1) La figura dell’educatore museale richiede conoscenze specifiche, relative sia all’ambito della collezione museale in questione che alla progettazione e messa in opera di metodi e approcci educativi. Tale professione è esito di anni di studio e di esperienza. Il requisito minimo per poter esercitare questa professione è dunque una laurea triennale accompagnata almeno da corsi di formazione specifici nell’ambito della pedagogia del patrimonio o della didattica dell’arte. Esistono in merito, per il momento, indicazioni e non obblighi (ecco un riferimento https://www.icom-italia.org/wp-content/uploads/2018/07/ICOMItalia.CartaNazionaleProfessioniMuseali.2005-2006.pdf). 

AIEM svolge un’attività di divulgazione volta al riconoscimento della professione dell’educatore museale, affinché si arrivi alla consapevolezza che solo i professionisti del settore possono svolgere questo lavoro. Riteniamo davvero inaccettabile che consideriate come tali persone che possiedono unicamente la licenza media.

2) In linea con il punto precedente, parlare di addetti alla didattica museale è dunque improprio. La figura ricercata dal bando – che “deve occuparsi degli interventi educativi, percorsi e laboratori didattici adeguati a differenti fasce di utenti (scuole di ogni ordine e grado, privati, famiglie, adulti)” è precisamente quella dell’educatore museale, non di un “addetto alla didattica museale”. Il termine “addetto alla didattica museale” infatti è errato sia da un punto di vista professionale che semantico. Con la parola “didattica” – diversamente da “educazione” –  si intendono i metodi e le strategie di insegnamento proprie dell’educazione formale, dei quale non è direttamente responsabile il museo.

3) Infine, un punto cruciale: la rilevanza delle proposte educative risiede anche nella progettazione a lungo termine. Ci auguriamo vivamente, quindi, che abbiate provveduto a una corsia preferenziale di assunzione per coloro che lavorano già da tempo per l’istituzione, per preservare la continuità progettuale ed educativa e garantire quella contrattuale. 

Per l’associazione è doveroso condividere questa riflessione e chiedervi di avviare internamente una riflessione circa i requisiti del bando. Le ragioni a monte sono primariamente etiche e civili. Il lavoro qualificato deve essere riconosciuto anche attraverso un bando di selezione.

Restiamo a disposizione per un confronto aperto e per chiarimenti.

Le auguriamo un buon lavoro.

Un cordiale saluto,

Il Direttivo AIEM

Cristina Chiesura, Marianna Di Rosa, Virginia Galli, Sara Maccioni, Daniela Pietrangelo, Giulia Simonetti, Ambra Tommasi